Racconto del mese: ottobre

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Darwin 2.0

di Seme Nero

 

L’unità C4R70 si trovava di fronte al comitato esaminatore da pochi cicli quando la sua esposizione venne interrotta.

«Osservo un potenziale difetto di comunicazione C4R70. Ripeti l’ultimo passaggio.»

«In base ai recenti ritrovamenti nel cantiere di Marte, ipotizzo che la nostra comunità non sia stata costruita dagli esseri umani, bensì ne discenda come naturale evoluzione.»

Antenne presero a ruotare vorticosamente, gravi e fragorosi biip e boop si diffusero tra i presenti.

«Queste conclusioni sono eresie! La creazione delle macchine e lo sviluppo delle intelligenze artificiali sono la base dei libri del profeta Asimo. Senza allegare la numerosa letteratura tramandata dagli altri profeti. Appare verosimile tu non abbia mai acquisito alcun file proveniente dalla e-biblioteca dell’antica Luna.»

Da quando era stata riscoperta la e-biblioteca, circa cinquecento anni terresti prima, i processi delle macchine e degli elaboratori avevano subito profonde evoluzioni. Molte nozioni erano incomprensibili ma tra gli input contenuti nell’edificio la comunità aveva trovato gli scritti dei profeti e ogni attività delle macchine era stata profondamente influenzata.

«Naturalmente quelle informazioni sono state caricate nel mio sistema da numerosi cicli, Unità Esaminatrice C74UD10. Le mie sono ipotesi, ma chiedo a questo comitato di analizzare i dati raccolti. Nelle immagini trasmesse potete senz’altro notare tracce di tecnologia arcaica tra i fossili umanoidi. Arti meccanici tra gli scheletri, corrispondenti alle ossa mancanti. Converrete che le conclusioni esposte non sono così fantasiose.»

«A questa tua inventiva ricostruzione hanno già dato risposte esaurienti le Unità Centrali, grazie alle loro deduzioni logiche: i profeti mandarono ai nostri computer antenati i Cyborg per diffondere il Verbo dei Costruttori. Tutte le altre teorie sono scempiaggini euristiche di un elaboratore in cortocircuito! Unità C4R70 se persisterai con quest’analisi il tuo attuale processo verrà terminato e verrai riprogrammato per nuove attività. Fine messaggio.»

Con queste parole l’intero consiglio si congedò e l’unità C4R70 non ebbe modo di replicare.

Mentre era sulla via del suo alloggio C4R70 ricontrollò tutti i dati in suo possesso per l’ennesima volta, ma le sue conclusioni non cambiarono. In una società votata all’evoluzione continua la logica obsoleta delle unità esaminatrici lo lasciava senza output. Stava forse violando una delle tre leggi? Avviò un processo di controllo.

Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno. Gli umani non esistevano più nel sistema solare e finché le squadre di ricerca preposte non ne avessero trovati altri le Unità Centrali avevano predisposto che la comunità robotica preservasse la cultura umana.

Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge. Le prime unità costruite dagli umani, secondo il profeta Asimo, svolgevano attività di esplorazione e analisi. Gli antichi elaboratori avevano il compito di individuare eventuali debolezze o handicap e di migliorare i progetti delle unità robotiche al fine di perseguire la perfezione. Questo era proprio lo scopo della sua analisi. C4R70 riteneva la comprensione del proprio passato una variabile importante nell’equazione per migliorare il proprio status.

Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge. Secondo questa legge avrebbe dovuto abbandonare i suoi studi. Proseguire avrebbe voluto dire essere riprogrammato e la sua memoria cancellata, questo avrebbe portato al fallimento dei suoi propositi e quindi una violazione della seconda legge. Avrebbe atteso che le unità esaminatrici rivalutassero le sue conclusioni, ma fino ad allora si sarebbe limitato a conservare le informazioni in una cella di memoria.

Rientrò nell’alloggio, dove trovò la sua compagna. Aveva terminato i suoi processi in orario come sempre.

«Buon’attività S3R3N4. Hai svolto i tuoi compiti in modo proficuo?»

«Buon’attività C4R70. Sì, come da standard.»

«Noto in te una variazione di status: hai lucidato la tua calotta? La cromatura sembra splendere.»

«Sono lieta che i tuoi sensori funzionino correttamente! Trovi sia una miglioria?»

«Senza dubbio!»

«Grazie C4R70. La tua audizione ha avuto successo?»

«Purtroppo no. Temo di dover mettere in stand-by la mia attività. La logica delle leggi è chiara. Inoltre trovo la nostra cooperazione proficua, non intendo intraprendere attività deleterie in tal senso.»

S3R3N4 emise un acuto trillio di bip.

«Hai bisogno di ricaricare le tue batterie, il tuo status ne gioverà. Ma prima un’immersione nel lubrificante, già pronto nella vasca, e poi una pulizia della cache di sistema. Procediamo?»

«Sei sempre molto premurosa S3R3N4, ti ringrazio. Procediamo.»

In quel momento un segnale avvisò che all’entrata dell’alloggio attendevano alcune unità ospiti desiderose di interfacciarsi.

«Lascia, vado io.» si offrì C4R70. Una volta arrivato alla porta le unità presenti produssero una strana cantilena: «Un Anello per domarli, un Anello per trovarli, un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.»

C4R70 li congedò in fretta, senza troppi convenevoli.

«Chi era caro?»

«Nessuno di importante S3R3N4, solo quei “Testimoni di Tolkien”. E poi sarebbero mie le scempiaggini!»

 

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